L'energia eolica non è altro che l’energia cinetica posseduta dal vento, che può essere convertita prima in energia meccanica e poi in energia elettrica tramite opportuni sistemi detti aerogeneratori. Questa energia è stata sfruttata sin dai tempi antichi, ad esempio con i mulini a vento per azionare le macine; in America, intorno alla metà del secolo scorso erano molto diffusi i piccoli aerogeneratori multipala per la produzione di energia elettrica nelle aree rurali.
Attualmente la potenza eolica installata nel mondo è superiore ai 13.000 MW. Di questi, circa 9.000 MW sono installati in Europa, soprattutto in Germania e Danimarca e circa 1700 MW in Italia, quasi tutti installati nel territorio compreso tra le province di Trapani, Foggia, Benevento, Avellino e Potenza che è l’area più idonea con venti di buona intensità. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, si stima l’eolico in Italia possa essere incrementato fino ad un totale di circa 6.000 MW.
In base alle dimensioni degli aerogeneratori si parla di:
- Microeolico, impianti con potenza inferiore ad 1kW, con pale lunghe circa mezzo metro utilizzati come caricabatterie a servizio di camper, imbarcazioni o strutture come cucine e ospedali da campo.
- Minieolico quando gli arogeneratori hanno una torre con altezza inferiore ai 30 metri
- Grande eolico di:
- Piccola taglia, con pale di lunghezza inferiore ai 10 metri e con potenza inferiore ai 100 kW
- Media taglia, con pale lunghe circa 20 metri e torre con altezza di circa 50 metri, con una potenza nominale di circa 500-600 kW
- Grande taglia con pale lunghe circa 30 metri, sono in grado di erogare una potenza di circa 1.500 kW soddisfacendo il fabbisogno elettrico giornaliero di circa 1.000 famiglie
Il vantaggio degli impianti di minieolico è quello di poter funzionare economicamente con regimi di vento inferiori a quelli richiesti dagli enormi aerogeneratori del grande eolico, per il cui funzionamento ottimale occorrono venti con velocità superiore ai 7-8 metri al secondo e che non possono essere azionati con venti inferiori a 5,5 m/s
Più aerogeneratori collegati insieme formano le wind-farm, dette anche parchi eolici, che sono delle vere e proprie centrali elettriche. In queste centrali la distanza tra gli aerogeneratori non è casuale, ma è studiat in modo da evitare che le turbolenze create da un aerogeneratore compromettano la produzione degli altri aerogeneratori o addirittura li danneggino. La distanza tra aerogeneratori varia in funzione delle caratteristiche orografiche e anemologiche e del sito ma di regola è pari a circa 3-5 volte il diametro delle pale. Anche la disposizione degli aerogeneratori è molto variabile: questi possono essere disposti su un’unica fila, su più file parallele, a reticolo quadrato o romboidale o in modo apparentemente casuale in corrispondenza di siti con orografia complessa.
Vi sono poi gli impianti offshore. che altro non sono che delle wind-farm costruite in mare ad alcune miglia dalla costa dove i fondali hanno profondità che non superano i 40-50 metri. Rappresentano un’utile soluzione per quei paesi densamente popolati e con forte impegno del territorio che si trovano vicino al mare. Queste centrali di solito adottano aerogeneratori più grandi, da 3-4 MW, rispetto a quelle sulla terraferma.
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