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L’utilizzo delle biomasse come fonte di energia comporta una riduzione significativa delle emissioni responsabili dell’effetto serra. Infatti l’uso energetico delle biomasse è definito dall’Unione Europea, uno dei più efficienti sistemi per ridurre le emissioni di gas serra: la combustione della biomassa libera la stessa quantità di CO2 che la pianta durante la crescita ha ricevuto dall’atmosfera. Congiuntamente all’abbattimento delle emissioni di CO2 devono essere considerate anche le emissioni evitate di tutti quegli inquinanti derivanti dall’uso di combustibili fossili, come l’SO2, il CO e il benzene. Sempre a livello ambientale, si avranno effetti positivi anche a scala locale con la tutela degli agro-ecosistemi.
Facendo riferimento ai valori specifici delle principali emissioni evitate secondo gli studi dell’International Energy Agency (IEA):
- CO2: 1000 g/kWh;
- SO2: 1,4 g/kWh;
- NOx: 1,9 g/kWh;
e assumendo un impianto a biomassa che produce 80.000.000 kWh/anno si ricavano i quantitativi assoluti annui evitati:
- CO2: 80.000 t;
- SO2: 112 t;
- NOx: 152t.
Vantaggio da non trascurare è quello di carattere economico. La promozione del recupero energetico da biomasse da vita ad una diversificazione dell’offerta energetica in Europa, con aumento della quota delle fonti rinnovabili d’energia e una riduzione del livello dell’energia importata. In quest’ottica si può assistere ad un eventuale pressione al ribasso sul prezzo del petrolio, risultante dalla flessione della domanda.
Rilevanti sono anche i vantaggi economici diretti. Essendo i tempi di utilizzo compatibili con quelli necessari al suo ripristino, la biomassa può essere considerata una fonte energetica rinnovabile ed, in quanto tale, un impianto a biomassa può usufruire degli incentivi previsti dai certificati verdi (CV), con finanziamenti per la realizzazione dell’impianto, possibilità di risparmiare sulla bolletta nel caso di autoconsumo e di guadagnare vendendo l’energia elettrica prodotta nel caso di centrali elettriche o l’energia termica nel caso di teleriscaldamento. Inoltre la normativa vigente stabilisce che, rispetto le altre fonti di energia rinnovabile, per gli impianti alimentati da biomasse di filiera è sancita la cumulabilità con altri incentivi pubblici, non eccedenti il 40 % del costo dell’investimento.
Da non trascurare, infine, il vantaggio economico rappresentato dal recupero energetico degli scarti ed i residui delle produzioni agricole e agro-industriali che contribuisce, inoltre, ad alleviare il problema ambientale dello smaltimento di queste sostanze.
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