La Legge Finanziaria 2008 (L. 24/12/2007 n. 244) ed il cosiddetto “collegato” alla finanziaria stessa (L. 29/11/2007 n. 222) definisce gli incentivi previsti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Si riportano di seguito come è strutturato il nuovo quadro normativo:
- Estensione durata certificati verdi a 15 anni;
- Valore del certificato verde pari a 88,66 €/MWh al netto di IVA1
- Incremento annuo quota d’obbligo di energia da fonti rinnovabili di 0,75 punti percentuali per il periodo 2007-2012
- Valore unitario del certificato verde pari ad 1 MWh
- Emissione dei certificati verdi dal GSE in numero pari al prodotto della produzione netta di energia elettrica moltiplicata per un coefficiente k:
- Per biomasse da filiera corta2: k = 1,8
- Per altre biomasse: k =1,3
- Per impianti di potenza elettrica non superiore ad 1 MW è possibile richiedere, in alternativa ai certificati verdi, una tariffa fissa onnicomprensiva, comprensiva cioè dell’incentivo e del ricavo da vendita dell’energia elettrica, prevista per un periodo di 15 anni, variabile a seconda della fonte utilizzata:
- Per biomasse da filiera corta: 300 €/MWh
- Per altre biomasse: 280 €/MWh
Tali valori possono essere variati ogni tre anni con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. Per l’ottenimento della tariffa onnicomprensiva è preliminare richiedere al GSE la qualifica IAFR; in questo documento il produttore di energia elettrica deve anche specificare a quale dei due sistemi di incentivazione vuole accedere (CV oppure tariffa fissa onnicomprensiva). I requisiti di carattere generale che devono essere soddisfatti è che si tratti di impianti connessi alla rete elettrica, di potenza nominale media annua non inferiore ad 1 kw. Inoltre tale tariffa viene erogata solo in riferimento all’energia elettrica immessa in rete e per impianti che non accedono al meccanismo dello scambio sul posto.
Con il D.M. 18/12/2008 è stata stabilità la non cumulabilità dei certificati verdi, o della sostitutiva tariffa omnicomprensiva, con incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria, in conto energia, in conto capitale o in conto interessi. E’ fatta eccezione per gli impianti alimentati da biomasse di filiera per i quali è invece stata sancita la cumulabilità con altri incentivi pubblici, non eccedenti il 40% del costo dell’investimento. A tal proposito si consideri l’incentivo pubblico regionale piemontese, descritto nel POR Piemonte 2007-2013, relativo alla sostenibilità ed efficienza energetica, per le quali sono stati stanziati in origine 90 milioni di euro. Tali misure prevedono, per le piccole imprese, il 75% del finanziamento alimentato da fondi pubblici a tasso zero; per le medie imprese la percentuale scende al 50%. Il resto, in entrambi i casi, è costituito da fondi bancari alle migliori condizioni di mercato.
Secondo quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenendo alla convention della Coldiretti, il Governo emanerà entro l'estate 2009 un decreto legge con l'obiettivo di incentivare la produzione di energia da biomasse, riconoscendo ulteriori incentivi a scaglioni. In primo luogo la proposta intende privilegiare la tipologia della biomassa che deve essere prodotta per almeno il 51% nell’azienda titolare dell’impianto, ovvero in aziende consorziate o associate. La seconda opzione incentivante è legata ai livelli di efficienza dell’impianto co-generante in relazione alla quantità di energia termica utilizzata o ceduta a terzi. Il tema è sotto l’attenzione del Ministero delle politiche agricole e dei membri delle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, che ci auguriamo possano in tempi rapidi giungere a una proposta da sottoporre alle rispettive Aule e finalmente da applicare.
Per i Paesi dell’Unione Europea sono previsti i seguenti Fondi strutturali:
- Fondo Europeo per lo sviluppo agricolo (FEASR) che sostiene i Piani di Sviluppo Rurale
- Fondo Sociale Europeo (FSE) che sostiene gli interventi per la qualificazione delle risorse umane e le politiche per il lavoro
- Fondo regionale di sviluppo (FESR) che sostiene gli interventi strutturali a sostegno dello sviluppo e della cooperazione tra i diversi Stati dell’Unione Europea
1: il prezzo è stato calcolato come risultato della differenza tra i due seguenti valori: il valore di riferimento, stabilito dalla Finanziaria 2008, pari a 180,00 €/MWh ed il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica, così come definito dalla Delibera ARG/elt n. 10/09 dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, pari a 91,34 €/MWh (tale valore sarà definito all’AEEG entro gennaio di ogni anno). 2: si intende per filiera corta: ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto che li utilizza per produrre energia elettrica.
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