|
L’organizzazione di filiera è la serie di attività che vanno dall’approvvigionamento del prodotto vegetale grezzo di partenza alla produzione finale di energia. Seppure risulta difficile descrivere tutte le componenti di tale processo, essendo esso influenzato da una pluralità di variabili dipendenti dal caso specifico in questione, è possibile delineare le sue fasi, prescindendo dalla descrizione delle soluzioni tecnologiche, ma piuttosto puntualizzando sulle sue funzioni e modalità di svolgimento.
L’approvvigionamento della biomassa deve essere condotto con attenzione poiché da esso dipende l’efficienza dell’intero processo. Dovranno essere, quindi, sviluppate scrupolose analisi qualitative e quantitative per caratterizzare la biomassa in ingresso all’impianto sia in termini di disponibilità nel tempo che di caratteristiche quali l’umidità, il contenuto di ceneri, il potere calorifico inferiore. Per valutare il potenziale recupero energetico bisogna inoltre valutare ulteriori parametri quali la stagionalità, disponibilità e localizzazione delle biomasse.
La biomassa può essere costituita da:
- colture energetiche dedicate (Short Rotation Foresty): sono quelle colture dedicate alla produzione di biomassa da utilizzare come risorsa rinnovabile in alternativa ai combustibili di origine fossile. A fronte di un guadagno sulla qualità della materia prima si contrappone il suo costo di approvvigionamento, che può arrivare fino a 50 €/t (45% sul costo totale della produzione di energia); tuttavia il costo della biomassa risulta essere significativamente inferiore a quello dei combustibili fossili: a parità di contenuto energetico, ad esempio, 1 litro di gasolio (1 €/l) corrisponde a 2,79 kg di legna (0,13 €/kg) per cui il costo della legna è inferiore del 64% a quello del gasolio;
- residui agricoli o agroindustriali e legname: soluzione più conveniente economicamente poiché non si necessita dei costi di produzione o coltivazione e dei costi di smaltimento.
Segue la fase di conversione energetica. L’utilizzo delle biomasse presenta una grande variabilità in funzione dei tipi dei materiali disponibili e, nel tempo, sono state sviluppate molte tecnologie, delle quali alcune possono considerarsi giunte ad un livello di sviluppo tale da consentirne l’utilizzazione su scala industriale, altre, invece, più recenti e molto complesse, necessitano di ulteriore sperimentazione al fine di aumentare i rendimenti e ridurre i costi di conversione energetica.
Tutte le tecnologie attualmente disponibili, ad eccezione della combustione diretta, possono essere intese come pretrattamenti, mirati ad aumentare la resa termica, a sfruttare sino in fondo il materiale disponibile, a migliorarne la praticità di trasporto ed impiego e le caratteristiche di stoccaggio oppure a ridurre residui dopo l’utilizzazione.
La fase successiva è quella della distribuzione dell’ energia ricavata: nel caso di energia termica si parla di sistemi di teleriscaldamento, ossia in una rete di distribuzione dell’acqua calda che ritorna in caldaia dopo aver ceduto parte del suo calore all’utenza beneficiaria del servizio. Nel caso di energia elettrica, questa viene distribuita con linee elettriche a media tensione (tra i 5 e i 25 kV) e linee a bassa tensione (inferiore a 1000 V, normalmente 400 V).
Segue, infine, la fase di utilizzazione dell’energia da parte degli utenti serviti.
|